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Articolo  del 08-04-08 Fonte "La Sicilia"                                   

Eolico, dalle polemiche agli attentati

Ho letto dell’attentato al traliccio dell’anemometro del costruendo parco eolico di Marianopoli; un episodio che giudico inquietante e che fa seguito ad una polemica tra quanti sono contrari al parco e quanti invece sono favorevoli.
Mi sembra ragionevole e saggia la posizione del sindaco di Marianopoli allorquando scrive su questo giornale: «lo scrivente è del parere che il parco non vada realizzato solo se ciò è in netta violazione di legge». Ed è questo il nocciolo della questione: se il parco eolico è in regola con i dettami di legge, regolamenti compresi, se è in possesso delle prescritte autorizzazioni, l’opera va realizzata, soprattutto se apporta benefici economici al Comune ed ai cittadini. Ostacolarlo vuol dire andare contro legge e non è, quindi, un comportamento lecito e comunque sostenibile. Ora s’è verificato questo inquietante episodio che lascia perplessi ed induce a delle considerazioni. Intanto voglio premettere che non credo che l’attentato sia opera di quanti si oppongono al parco, però è evidente che è figlio delle polemiche nate attorno alla costruzione dell’eolico. Potrebbe esserci, infatti, chi interpreta, dal di fuori, a suo modo le accuse e le contraccuse che legge, con la sua intelligenza e con la sua mentalità ed in tal senso agisce.
Si tratta del retaggio della vecchia mentalità mafiosa che purtroppo ancora esiste e che è difficile sdradicare. Agli imprenditori ed ai commercianti che non pagano vengono incendiati gli escavatori o l’esercizio: non so quale significato dare all’attentato di Marianopoli, se non quello di esternare una contrarietà e chi l’ha esternata lo ha fatto con un gesto proprio della vecchia cultura mafiosa, il che dovrebbe preoccupare le Istituzioni e quanti hanno il compito di fare rispettare la legge e di colpire chi la infrange.
ANGELO BURGIO

Articolo  del 06-04-08 Fonte "La Sicilia"

MARIANOPOLI. Parco eolico, vandali tranciano il traliccio con la struttura per misurare i venti

MARIANOPOLI. Un grave episodio si è verificato ieri a Marianopoli, dove delle persone rimaste sino ad ora ignote, hanno provveduto ad abbattere l’anemometro che era stato collocato circa un anno fa dalla "Solar Wind" in contrada "Incauso" al fine di potere effettuare i rilievi dei venti che insistono nella zona e che era stato sistemato in vista della realizzazione del parco eolico previsto da tempo nelle vicinanze del paese.
Ad accorgersi dell’abbattimento dello strumento sono stati alcuni contadini che abitano
nella zona, i quali hanno avvertito i carabinieri della locale caserma e i funzionari della questura di Caltanissetta. Sul posto sono così arrivati sia gli agenti di Polizia che i carabinieri, i quali quando sono arrivati in contrada "Incauso" hanno potuto constatare che qualcuno aveva tranciato due dei tre tiranti che sorreggevano il traliccio, per cui quando è venuta meno la trazione assicurata dai due fili metallici, l’anemometro (che è alto oltre cinquanta metri) si è abbattuto su un lato ed è finito al suolo.
E comunque probabile che l’azione vandalica sia stata compiuta nella notte tra giovedì e
venerdì, dato che l’altro ieri alcuni testimoni hanno detto agli investigatori di non aver visto
da lontano, durante la giornata di venerdì, la torre metallica che sosteneva il rilevatore dei
venti di tutto la zona.
«Si tratta - hanno sostenuto i funzionari della "Solar Wind" - di una azione pesante, compiuta da qualcuno che non vuole la realizzazione del parco eolico sulle rupi di Marianopoli e che è disposto a qualsiasi gesto pur di impedire che il progetto vada avanti».
Gli investigatori si sono recati immediatamente in municipio per prendere le copie del
provvedimento approvato l’anno scorso dall’amministrazione comunale e cercare di capire, dagli atti, chi può essersi convinto a bloccare la realizzazione del parco eolico abbattendo il traliccio di contrada "Incauso". Lo stesso sindaco di Marianopoli Lillo Vaccaro sarà inoltre sentito lunedì prossimo dal magistrato della Procura della Repubblica di Caltanissetta che si sta occupando dell’episodio.
Proprio il sindaco ieri è intervenuto per far chiarezza sulla vicenda del parco eolico previsto
nella zona alta del paese, proprio nella zona archeologica delle rupi: «In questi giorni si
parla a sproposito e a volte in malafede della vicenda - aveva detto Vaccaro rispondendo agli ambientalisti che si erano schierati nei giorni scorsi contro l’iniziativa - dato che non basta la decisione del consiglio comunale ma occorre rivolgersi al tribunale amministrativo per ottenere l’annullamento del decreto emanato dall’assessore regionale e non alimentare confusione ed inutili allarmismi tra gli abitanti di Marianopoli».
«Si tratta di notizie - ha aggiunto l’amministratore comunale - che finiscono con il procurare
dissidi tra le persone col mettere i cittadini di Marianopoli gli uni contro gli altri».
GIUSEPPE SCIBETTA

Articolo  del 05-04-08 Fonte "La Sicilia"

«Le firme non bloccano l’eolico»

MARIANOPOLI. Intervento chiarificatore del sindaco Lillo Vaccaro in merito alla realizzazione a Marianopoli di un parco eolico. «In questi giorni si parla in maniera esagerata della realizzazione del parco eolico - afferma il sindaco Vaccaro - e a volte anche a sproposito e a scopo solo demagogico. La cosa che più mi infastidisce è quella di vedere prendere in giro quei cittadini, in buona fede, ai quali qualcuno vuole fare intendere di poter bloccare la realizzazione del parco, con una semplice firma o con il ritiro del parere del consiglio comunale, per legge ininfluente, riguardando tra l’altro la sola sottostazione ricadente nel nostro territorio, già espresso su richiesta del commissario ad acta mandato dalla regione. Se si vuole effettivamente tentare di bloccare la realizzazione del parco eolico, questi ambientalisti e quelli che tale si improvvisano, sanno benissimo che bisogna ricorrere al tribunale per l’annullamento del decreto dell’assessorato regionale e non alimentare confusione ed inutili allarmismi tra la gente, mettendoli l’uno contro l’altro.
Tra l’altro questi signori sanno benissimo e da tempo che il sottoscritto è stato il primo, pur riconoscendo gli innumerevoli benefici economici che tale realizzazione porterà alla collettività di Marianopoli, ad interessare, con nota del 3 dicembre 2007, circa una ventina
di autorità preposte, tra le quali la stessa Procura della Repubblica, affinché si vigilasse, nel procedimento di autorizzazione, in ordine al rispetto delle normative ambientali vigenti, regionali, nazionali ed europee».
«Per iniziare a sgomberare il campo di tutte le falsità dette in merito, si fa presente che dal 1993 al maggio 2007 - aggiunge Vaccaro - lo scrivente non ha ricoperto nessuna carica istituzionale presso il comune di Marianopoli e quindi non ha potuto fare nessun atto relativo o di opposizione alla realizzazione del parco. Contrariamente è utile ricordare, meritoriamente, che i primi atti importanti per la realizzazione del parco eolico sono stati fatti dall’Amministrazione retta da Carmelo Montagna, il cui assessore ai lavori pubblici era Angelica Lo Iacono, componente dell’attuale comitato contro i pali eolici nonché moglie del segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil, avv. Totò Lombardo, attuale fautore della protesta.
Successivamente, e fino al maggio scorso, la pratica è stata portata avanti, sempre meritoriamente, dall’Amministrazione retta da Totò Brigida, che aveva tra i suoi assessori i sig.ri Calogero Genco e Rino Schifano, che per quanto mi risulta, durante il loro mandato, non hanno fatto alcuna opposizione al parco eolico».
Vaccaro conclude: «Inoltre non riesco a capire come può essere in buona fede qualcuno, di quelli che protestano o che si dichiarano ambientalisti, pure ammettendo candidamente di essere contro il parco eolico e contemporaneamente favorevoli al nucleare, o ad ospitare nel proprio terreno qualche palo per poterne guadagnare il lauto affitto dell’area. Infine non mi pare che sia corretto e proficuo affrontare questo importante tema sotto l’atmosfera elettorale, e si ribadisce che lo scrivente è del parere che il parco non vada realizzato solo se ciò è in netta violazione di legge.
E questo nonostante tra gli innumerevoli benefici (ricadute lavorative e servizi) che il comune potrà avere dalla realizzazione del parco, c’è l’introito di oltre 150.000 euro annue che avevamo pensato di potere utilizzare per eliminare l’Ici di tutte le case e realizzare annualmente un cantiere di lavoro per disoccupati o quanto si riterrà più necessario».

Marianopoli sulla stampa - Aprile 2008 

 

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