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Eolico, dalle polemiche agli attentati
Ho letto dell’attentato al traliccio dell’anemometro del
costruendo parco eolico di Marianopoli; un episodio che giudico inquietante
e che fa seguito ad una polemica tra quanti sono contrari al parco e quanti
invece sono favorevoli.
Mi sembra ragionevole e saggia la posizione del sindaco di Marianopoli
allorquando scrive su questo giornale: «lo scrivente è del parere che il
parco non vada realizzato solo se ciò è in netta violazione di legge». Ed è
questo il nocciolo della questione: se il parco eolico è in regola con i
dettami di legge, regolamenti compresi, se è in possesso delle prescritte
autorizzazioni, l’opera va realizzata, soprattutto se apporta benefici
economici al Comune ed ai cittadini. Ostacolarlo vuol dire andare contro
legge e non è, quindi, un comportamento lecito e comunque sostenibile. Ora
s’è verificato questo inquietante episodio che lascia perplessi ed induce a
delle considerazioni. Intanto voglio premettere che non credo che
l’attentato sia opera di quanti si oppongono al parco, però è evidente che è
figlio delle polemiche nate attorno alla costruzione dell’eolico. Potrebbe
esserci, infatti, chi interpreta, dal di fuori, a suo modo le accuse e le
contraccuse che legge, con la sua intelligenza e con la sua mentalità ed in
tal senso agisce.
Si tratta del retaggio della vecchia mentalità mafiosa che purtroppo ancora
esiste e che è difficile sdradicare. Agli imprenditori ed ai commercianti
che non pagano vengono incendiati gli escavatori o l’esercizio: non so quale
significato dare all’attentato di Marianopoli, se non quello di esternare
una contrarietà e chi l’ha esternata lo ha fatto con un gesto proprio della
vecchia cultura mafiosa, il che dovrebbe preoccupare le Istituzioni e quanti
hanno il compito di fare rispettare la legge e di colpire chi la infrange.
ANGELO BURGIO
Articolo del 06-04-08 Fonte "La Sicilia"
MARIANOPOLI. Parco eolico, vandali tranciano il traliccio con la struttura per misurare i venti
MARIANOPOLI. Un grave episodio si è verificato ieri a
Marianopoli, dove delle persone rimaste sino ad ora ignote, hanno provveduto
ad abbattere l’anemometro che era stato collocato circa un anno fa dalla "Solar
Wind" in contrada "Incauso" al fine di potere effettuare i rilievi dei venti
che insistono nella zona e che era stato sistemato in vista della
realizzazione del parco eolico previsto da tempo nelle vicinanze del paese.
Ad accorgersi dell’abbattimento dello strumento sono stati alcuni contadini
che abitano
nella zona, i quali hanno avvertito i carabinieri della locale caserma e i
funzionari della questura di Caltanissetta. Sul posto sono così arrivati sia
gli agenti di Polizia che i carabinieri, i quali quando sono arrivati in
contrada "Incauso" hanno potuto constatare che qualcuno aveva tranciato due
dei tre tiranti che sorreggevano il traliccio, per cui quando è venuta meno
la trazione assicurata dai due fili metallici, l’anemometro (che è alto
oltre cinquanta metri) si è abbattuto su un lato ed è finito al suolo.
E comunque probabile che l’azione vandalica sia stata compiuta nella notte
tra giovedì e
venerdì, dato che l’altro ieri alcuni testimoni hanno detto agli
investigatori di non aver visto
da lontano, durante la giornata di venerdì, la torre metallica che sosteneva
il rilevatore dei
venti di tutto la zona.
«Si tratta - hanno sostenuto i funzionari della "Solar Wind" - di una azione
pesante, compiuta da qualcuno che non vuole la realizzazione del parco
eolico sulle rupi di Marianopoli e che è disposto a qualsiasi gesto pur di
impedire che il progetto vada avanti».
Gli investigatori si sono recati immediatamente in municipio per prendere le
copie del
provvedimento approvato l’anno scorso dall’amministrazione comunale e
cercare di capire, dagli atti, chi può essersi convinto a bloccare la
realizzazione del parco eolico abbattendo il traliccio di contrada "Incauso".
Lo stesso sindaco di Marianopoli Lillo Vaccaro sarà inoltre sentito lunedì
prossimo dal magistrato della Procura della Repubblica di Caltanissetta che
si sta occupando dell’episodio.
Proprio il sindaco ieri è intervenuto per far chiarezza sulla vicenda del
parco eolico previsto
nella zona alta del paese, proprio nella zona archeologica delle rupi: «In
questi giorni si
parla a sproposito e a volte in malafede della vicenda - aveva detto Vaccaro
rispondendo agli ambientalisti che si erano schierati nei giorni scorsi
contro l’iniziativa - dato che non basta la decisione del consiglio comunale
ma occorre rivolgersi al tribunale amministrativo per ottenere
l’annullamento del decreto emanato dall’assessore regionale e non alimentare
confusione ed inutili allarmismi tra gli abitanti di Marianopoli».
«Si tratta di notizie - ha aggiunto l’amministratore comunale - che
finiscono con il procurare
dissidi tra le persone col mettere i cittadini di Marianopoli gli uni contro
gli altri».
GIUSEPPE SCIBETTA
Articolo del 05-04-08 Fonte "La Sicilia"
«Le firme non bloccano l’eolico»
MARIANOPOLI. Intervento chiarificatore del sindaco Lillo
Vaccaro in merito alla realizzazione a Marianopoli di un parco eolico. «In
questi giorni si parla in maniera esagerata della realizzazione del parco
eolico - afferma il sindaco Vaccaro - e a volte anche a sproposito e a scopo
solo demagogico. La cosa che più mi infastidisce è quella di vedere prendere
in giro quei cittadini, in buona fede, ai quali qualcuno vuole fare
intendere di poter bloccare la realizzazione del parco, con una semplice
firma o con il ritiro del parere del consiglio comunale, per legge
ininfluente, riguardando tra l’altro la sola sottostazione ricadente nel
nostro territorio, già espresso su richiesta del commissario ad acta mandato
dalla regione. Se si vuole effettivamente tentare di bloccare la
realizzazione del parco eolico, questi ambientalisti e quelli che tale si
improvvisano, sanno benissimo che bisogna ricorrere al tribunale per
l’annullamento del decreto dell’assessorato regionale e non alimentare
confusione ed inutili allarmismi tra la gente, mettendoli l’uno contro
l’altro.
Tra l’altro questi signori sanno benissimo e da tempo che il sottoscritto è
stato il primo, pur riconoscendo gli innumerevoli benefici economici che
tale realizzazione porterà alla collettività di Marianopoli, ad interessare,
con nota del 3 dicembre 2007, circa una ventina
di autorità preposte, tra le quali la stessa Procura della Repubblica,
affinché si vigilasse, nel procedimento di autorizzazione, in ordine al
rispetto delle normative ambientali vigenti, regionali, nazionali ed
europee».
«Per iniziare a sgomberare il campo di tutte le falsità dette in merito, si
fa presente che dal 1993 al maggio 2007 - aggiunge Vaccaro - lo scrivente
non ha ricoperto nessuna carica istituzionale presso il comune di
Marianopoli e quindi non ha potuto fare nessun atto relativo o di
opposizione alla realizzazione del parco. Contrariamente è utile ricordare,
meritoriamente, che i primi atti importanti per la realizzazione del parco
eolico sono stati fatti dall’Amministrazione retta da Carmelo Montagna, il
cui assessore ai lavori pubblici era Angelica Lo Iacono, componente
dell’attuale comitato contro i pali eolici nonché moglie del segretario
provinciale della Funzione pubblica della Cgil, avv. Totò Lombardo, attuale
fautore della protesta.
Successivamente, e fino al maggio scorso, la pratica è stata portata avanti,
sempre meritoriamente, dall’Amministrazione retta da Totò Brigida, che aveva
tra i suoi assessori i sig.ri Calogero Genco e Rino Schifano, che per quanto
mi risulta, durante il loro mandato, non hanno fatto alcuna opposizione al
parco eolico».
Vaccaro conclude: «Inoltre non riesco a capire come può essere in buona fede
qualcuno, di quelli che protestano o che si dichiarano ambientalisti, pure
ammettendo candidamente di essere contro il parco eolico e
contemporaneamente favorevoli al nucleare, o ad ospitare nel proprio terreno
qualche palo per poterne guadagnare il lauto affitto dell’area. Infine non
mi pare che sia corretto e proficuo affrontare questo importante tema sotto
l’atmosfera elettorale, e si ribadisce che lo scrivente è del parere che il
parco non vada realizzato solo se ciò è in netta violazione di legge.
E questo nonostante tra gli innumerevoli benefici (ricadute lavorative e
servizi) che il comune potrà avere dalla realizzazione del parco, c’è
l’introito di oltre 150.000 euro annue che avevamo pensato di potere
utilizzare per eliminare l’Ici di tutte le case e realizzare annualmente un
cantiere di lavoro per disoccupati o quanto si riterrà più necessario».

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