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Nel Museo archeologico di Marianopoli sono raccolte testimonianze delle
campagne condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dal 1977 al
1984 in aree archeologiche poste nelle immediate vicinanze e riferibili a
centri antichi nel sistema collinare gravitante sulle vallate del
Barbarigo-Belici e del Salito, affluenti del Platani. Centri, pertanto,
situati nel cuore della regione sicana, tra l’alta Valle del Platani
dominata dalla Rocca di Polizzello, e il corso superiore del Salso. Si
tratta in particolare di centri greco-indigeni di Monte Castellanazzo e
Monte Balate-Valle Oscura.
Descrizione del Museo :
1° Piano - Sala 1
Vi sono raccolte le testimonianze delle fasi preistoriche, sia di Monte
Castellazzo che di Monte Balate. Nella prima vetrina si possono notare dei
frammenti ceramici di età neolitica con decorazioni incise da Castellazzo,
provenienti dalla stessa area occupata dalla necropoli dell'età del rame (e
dalle successive, tombe di età ellenistica); resti dei corredi di detta
necropoli eneolitica, con ceramica in stile S. Cono Piano Notaro; Frammenti
di ceramica dell'età del bronzo dai margini orientali dello stesso pianoro.Nella
seconda vetrina (a parete) si possono notare alcuni resti dei corredi della
I età del bronzo dalle tombe preistoriche di Valle Oscura.Notevoli le tazze
e i boccaletti in ceramica grigia con manici "a orecchi equini" e vasi a
fruttiera con decorazioni a vernice nera su fondo rosso con i caratteristici
motivi dello stile di Vallelunga.
Sala 2
E' dedicata all'abitato di Balate.Nella vetrina si trovano frammenti di
ceramica e oggetti vari rinvenuti nell'area dell'abitato e dell'acropoli; da
quest'ultima, in particolare, proviene un frammento di antefissa a testa di
gorgone di fabbricazione indigena.Di notevole qualità i frammenti di
ceramica attica a figure nere e in minor numero a figure rosse, sempre
dall'area dell'abitato.
Sala 3
Dedicata alla necropoli di Valle Oscura.Sono esposti in questa sala i ricchi
corredi della necropoli di età greca, ubicata a sud-ovest di M. Balate.La
maggior parte delle tombe comprendevano diversi individui e in relazione ad
ogni sepoltura venivano depositati i corredi di offerta: sono
prevalentemente vasi di fabbricazione indigena, di eccezionale vivacità e
fantasia, con motivi decorativi geometrici risalenti a tradizioni culturali
arcaiche con riminiscenze di tradizioni cretesi e micenee.Le ceramiche
figurate indigene si riferiscono esclusivamente ai caratteristici motivi
zoomorfi ad uccelli con code a ventaglio, disposti in fila o affrontati.Notevole
ed eccezionalmente abbondante la quantità di monili in ambra, specialmente
nella tomba 21, ove uno scodellone era completamente pieno di vagli di
collana.Ancora da segnalare, il vomere d'aratro in ferro rinvenuto sotto il
braccio del defunto, nella tomba 24.
2° Piano
Sala di monte Castellazzo
Nella sala sono esposti i reperti provenienti dall'abitato di M. Castellazzo
e dalla necropoli ellenistica del pianoro a sud-est del monte, e in
particolare dalla tomba femminile e dalle tre tombe infantili databili tra
il 330 e il 310 a.C.
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